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Andrea Bergamelli


Alla vigilia dell’8 gennaio 2022, bicentenario della nascita del violoncellista Alfredo Piatti, Andrea Bergamelli accetta volentieri di rispondere a qualche mia domanda, per presentarsi, e per presentare l’Associazione Alfredo Piatti, di cui è direttore artistico.
Quali sono state le tappe più significative della tua formazione artistica? 
Certamente, la mia formazione artistica nasce in famiglia. Mio padre, Attilio Bergamelli, è un pianista molto attivo non solo nell’ambito della musica da camera, ma anche nell’organizzazione di concerti, e sono quindi cresciuto sempre a contatto con la musica e i musicisti. Credo di aver ereditato da lui, oltre ad una grande passione per la musica, due obiettivi: scoprire il repertorio meno conosciuto e valorizzare i giovani musicisti. Mio padre ha infatti fondato l’Associazione “Musica Rara” ed ha sempre promosso stagioni che avessero come obiettivo quello di dare spazio ai giovani interpreti. Dopo qualche incertezza iniziale su quale fosse lo strumento più adatto a me, ho scelto il violoncello ed ho iniziato gli studi nel Conservatorio di Bergamo. Ben presto, però, mi sono trasferito a Budapest, dove ho studiato all’Accademia “Franz Liszt” con Csaba Onczay. Al mio rientro in Italia, ho conseguito il diploma da privatista sotto la guida di Giovanni Sollima, e mi sono poi perfezionato con Mario Brunello, Antonio Meneses e il Trio di Trieste. Penso che un’esperienza particolarmente significativa per me, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale, sia stata quella con la Gustav Mahler Jugendorchester, ma è stato certamente molto importante anche avere l’occasione di collaborare non solo con Giovanni Sollima, ma anche con altri grandi interpreti, come Jörg Demus, Antony Pay, Bruno Canino, Calogero Palermo, Dimitri Ashkenazy

Quando è nato il tuo interesse in particolare per Alfredo Piatti? E quali sono state le tappe che hanno portato alla creazione dell’Associazione Alfredo Piatti?
Per qualsiasi musicista che viva a Bergamo, la Sala Piatti è uno spazio particolarmente significativo: uno spazio dove si suona, ma anche uno spazio di incontro, dove si intrecciano con facilità legami di amicizia con altri musicisti. Credo che tutti i musicisti di Bergamo abbiano bellissimi ricordi di gioventù legati a questa sala: i primi saggi, i primi concerti, i primi amici… Per un violoncellista, poi, suonare sotto lo sguardo vigile di Alfredo Piatti, serio e benevolo nel suo ritratto, diventa un’esperienza ancora più preziosa. Ovviamente, anch’io, come tutti i violoncellisti, ho conosciuto le  composizioni di Piatti partendo dai 12 Capricci ma, ben presto, mi sono dedicato anche alla scoperta delle altre sue composizioni. Un compito facile per me, perchè quasi tutte le composizioni di Piatti sono conservate a Bergamo, nel Fondo Piatti Lochis, e quindi sono molto accessibili per un violoncellista bergamasco. Così, già verso la fine degli anni ’80, prima che nascesse l’idea di un’associazione vera e propria, insieme a mio padre, ho iniziato ad eseguire in pubblico le composizioni di Piatti. E poi, nel giugno del 1997, è nata l’Associazione. All’inizio, l’obiettivo lontano era quello di organizzare un festival per Piatti e l’obiettivo più vicino quello di organizzare le celebrazioni per il centenario della sua morte, nel 2001. A conclusione delle intense attività del 2001, insieme a mio padre, ho inciso, in un CD Phoenix Records, due delle sei sonate ed altre composizioni cameristiche particolarmente significative di Alfredo Piatti. Negli anni successivi, insieme anche a mia sorella Ljuba, che nel frattempo si era diplomata in canto, ci siamo dedicati alla diffusione delle composizioni vocali di Piatti, creando il Trio di Bergamo. La prima edizione del Festival, nel 2006, è stato comunque il traguardo più importante che abbiamo raggiunto perché, in quel momento, non esisteva in Italia nessun altro festival dedicato interamente al violoncello.

Andrea, Ljuba e Attilio Bergamelli

Nel novembre di quest’anno, il Festival Violoncellistico Interazionale Alfredo Piatti ha raggiunto la sua sedicesima edizione. Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’Associazione Alfredo Piatti a far nascere questa manifestazione e a portarla avanti, pur fra mille difficoltà? Quali i risultati raggiunti?
Il Festival Violoncellistico Alfredo Piatti è nato con il desiderio di far riscoprire, non solo al pubblico, ma anche ai violoncellisti, le composizioni di Alfredo Piatti. In questi sedici anni siamo riusciti a raggiungere certamente ottimi risultati in questo senso, perché oggi moltissime delle composizioni di Piatti sono disponibili su CD, e vengono regolarmente eseguite dai violoncellisti di tutto il mondo. Fino alla fine del secolo scorso, invece, le uniche composizioni di Piatti che erano veramente conosciute erano i 12 Capricci, op. 25, che costituiscono un passaggio fondamentale per la crescita dei violoncellisti. Pochissimi erano i violoncellisti che sapevano che Piatti era stato un compositore molto prolifico, non solo di composizioni da camera e per violoncello e orchestra, ma anche di musica per voce, violoncello e pianoforte. Certamente, far partire il Festival e portarlo avanti è stato molto difficile, soprattutto quest’anno, ma abbiamo sempre potuto contare sul supporto della Fondazione MIA, che ci garantisce la disponibilità della meravigliosa Sala Piatti, una  delle più belle sale da concerto d’Italia, soprattutto dal punto di vista dell’acustica. Abbiamo poi avuto il supporto degli enti locali, delle fondazioni bancarie e di altri sponsor che hanno creduto nella validità del nostro progetto, ma soprattutto abbiamo avuto la disponibilità di grandi interpreti, come Antonio Meneses, Giovanni Sollima, David Geringas, Frans Helmerson, che hanno volentieri accettato di dare voce alle composizioni di Piatti, e di tanti giovani violoncellisti che hanno affrontato con coraggio e determinazione la sfida di studiare le composizioni di Piatti, quasi sempre estremamente impegnative dal punto di vista tecnico.

Quali sono i progetti dell’Associazione Alfredo Piatti per i festeggiamenti del bicentenario di Piatti?
Purtroppo, per una serie di sfortunare circostanze, legate anche alla situazione pandemica, siamo stati costrtetti ad annullare all’ultimo momento il concerto di Giovanni Sollima che avevamo in programma per festeggiare l’8 gennaio, ma speriamo di poterci rifare nei prossimi mesi. Appena la situazione si sarà assestata, e si potrò quindi tornare con maggiore serenità ai concerti in presenza, oltre al tradizionale festival di novembre, contiamo di organizzare concerti che si terranno fino alla fine del 2022, e non solo in Sala Piatti. Vorremmo infatti creare anche un intreccio fra arte, cultura e storia, valorizzando spazi alternativi come la Biblioteca Civica Angelo Mai, l’Accademia Carrara e le molte dimore storiche del nostro territorio. Abbiamo quindi coinvolto le più importanti accademie dove i violoncellisti si formano, perché i giovani interpreti siano protagonisti di alcuni di questi eventi. Ovviamente, non verranno eseguite sempre e solo composizioni di Alfredo Piatti, ma a tutti verrà chiesto, come sempre accade anche per il festival, di offrire al pubblico una visione a tutto tondo del repertorio violoncellistico. I dettagli sui singoli appuntamenti di questa stagione annuale, appena la situazione ne consentirà una maggiore definizione, verranno resi pubblici non solo attraverso il sito dell’associazione, ma anche sulle pagine facebook dell’Associazione Alfredo Piatti e del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.

E quali i progetti per un futuro non così immediato?
Nel 2023, Bergamo e Brescia saranno Capitali Europee della Cultura, e stiamo lavorando per attivare una stretta collaborazione con l’Associazione Bazzini di Brescia. Il violinista Antonio Bazzini e Alfredo Piatti furono molto amici, oltre che colleghi, e ci sembra molto bello che anche le associazioni a loro intitolate possano collaborare da buone amiche. In futuro ci piacerebbe allargare la rete di collaborazione anche ad altre associazioni simili alla nostra, come ad esempio l’Associazione Bottesini di Crema o la Servais Society di Halle. Fra i sogni più lontani, c’è sicuramente un concorso violoncellistico internazionale dedicato a Piatti, nella sua città.

Grazie, Andrea, per la tua disponibilità con tanti auguri per un 2022 pieno di buona musica!

6 gennaio 2022

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