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ACCADDE OGGI - Il 22 settembre 1733, nasce a Eichstätt il compositore Johann Anton Filtz

Caterina Isaia


Caterina Isaia è una delle più interessanti fra le giovani violoncelliste italiane. In questo momento sta studiando a Londra, e accoglie volentieri una proposta di intervista che le viene da Bergamo, la città dove ha trascorso alcuni anni della sua vita.
Perché la musica e perché il violoncello? Pensi che la tua famiglia abbia in qualche modo influenzato la tua scelta?
Ho vissuto i primi anni della mia vita in Sicilia e a 6 anni cantavo nel Coro di voci bianche del Teatro Lirico Vittorio Emanuele di Messina e nella Stagione Estiva del Teatro Greco di Taormina. Sono cresciuta nei Teatri perché la mamma era direttrice del coro e insegnante di pianoforte. Ascoltando le prove dell’orchestra sinfonica, sono stata colpita dalla voce del violoncello. Avrei voluto cominciare subito a suonarlo ma, a causa degli spostamenti della mia famiglia, ho potuto iniziare i miei studi a Bergamo, qualche anno dopo.

A che età hai iniziato lo studio del violoncello? Dove hai studiato e quali sono stati i tuoi primi maestri?
Ho iniziato all’età di nove anni, prendendo lezioni per nove mesi al Conservatorio di Bergamo con Flavio Bombardieri per poi, con il sostegno della mia famiglia, seguire le lezioni della violoncellista sino-americana Marianne Chen, a Parma. Dal 2015, sono stata allieva di Monika Leskovar. E ad Ottobre del 2016 ho partecipato all’International Cello Competition “Antonio Janigro” in Croazia. In quell’occasione un giurato del concorso, il violoncellista Giovanni Gnocchi, mi propose di provare ad entrare alla Yehudi Menuhin School di Londra, per proseguire lì i miei studi. Dopo due round di audizioni (prima video e poi live a Londra), sono stata ammessa con una borsa di studio che copre il 90% della retta annuale che ammonta a quarantaduemila sterline! Dall’Italia il restante 10%  grazie all’Accademia Filarmonica di Verona e ad UBI Banca, a cui sono molto grata. All’eta’ di quattordici anni, mi sono trasferita a Londra, nel College della Menuhin School, per studiare sotto la guida del violoncellista e didatta americano Bartholomew LaFollette.

Prima di trasferirti a Londra, hai frequentato un anno di Liceo Musicale. Quali, fra le materie che ti sono state proposte nel corso degli studi, ritieni che siano le più importanti per la formazione di un musicista e quali invece hai percepito come più lontane dai tuoi interessi?
Ho frequentato il primo anno di scuola superiore al Liceo Musicale Secco Suardo di Bergamo, prima del trasferimento in Inghilterra. Avendo frequentato pochissimo il Conservatorio o una istituzione con materie musicali, ho subito realizzato quanto fosse importante avere una visione della musica anche attraverso lo studio di Teoria musicale, Armonia e Storia della musica; ho compreso profondamente anche l’importanza formativa della Letteratura, della Storia dell’Arte e della Matematica per la crescita di un musicista. Penso che tutte le materie siano importanti, perché ognuna di esse ti offre un approccio ed una prospettiva diversa. Personalmente, ho un interesse particolare per le materie umanistiche e per le lingue straniere.

E ora dove stai studiando? Come è strutturato il tuo percorso di studio?
Sto concludendo il mio terzo anno alla Yehudi Menuhin School, dove studierò  fino alla prossima estate. Alla Menuhin School, le giornate sono strutturate in modo che si possano studiare materie scolastiche, come Inglese, Tedesco, Matematica, Biologia ecc.. insieme a materie teorico-musicali come Storia della musica, Armonia, Composizione ed Ear Training. Durante la giornata abbiamo a disposizione circa quattro/cinque ore per studiare il nostro strumento principale e la sera un’ora per fare i compiti. La giornata inizia alle 7:45 del mattino con la prima ora di studio per tutti, e si conclude alle 8 di sera. Riceviamo due lezioni di strumento alla settimana dall’ insegnante principale e una lezione dall’assistente. Il percorso scolastico segue le linee guida del governo britannico, quindi abbiamo degli esami estivi a sedici anni (chiamati GCSE) e poi a diciotto (A Levels). In piu’, abbiamo dei gruppi di musica da camera, come quartetti d’archi o trii per violino, violoncello e pianoforte. La musica da camera contribuisce moltissimo alla crescita di ognuno di noi, sia come musicisti che come persone.

[continua]