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ACCADDE OGGI - Il 7 agosto 1868, nasce a Londra il compositore Grandville Bantock

Guilhermina Suggia


 

Guilhermina Suggia nacque nella Parrocchia di S. Nicolau, a Porto, il 27 giugno 1885 da una famiglia di origini italiane. Il primo a riconoscere il suo talento straordinario nel suonare il violoncello fu suo padre, Augusto Suggia, il suo primo insegnante. Già all’età di 12 anni Guilhermina fu nominata primo violoncello dell’orchestra locale, l’Orpheon Portuense. Non solo: molto presto Guilhermina prese la decisione di intraprendere la carriera di violoncellista professionista, cosa assolutamente impensabile per la cultura del tempo.

Con la Suggia si ebbe il riconoscimento del genio musicale femminile e la sua consacrazione, tuttavia anche altre violoncelliste prima di lei meritano di essere ricordate. Anzitutto Lisa Cristiani (1827-1853), parigina, anche lei dotata di grande talento. Poi Gabrielle (1855-1875) belga, di cui si conosce solo la tecnica brillante. Beatrice Eveline (1877 – data sconosciuta) nota per avere effettuato un tour europeo come solista. Quindi May Mukle (1880 – 1963) e Beatrice Harrison: quest’ultima con genitori inglesi, ma nata nelle colonie dell’India Occidentale, prima violoncellista a suonare alla Carnegie Hall.

Nella successiva generazione ricordiamo due allieve della Suggia: Thelma Reiss e Raya Garbousoya. La violoncellista Antonia Butler non ebbe la Suggia come insegnante, ma la mantenne sempre come suo unico modello di riferimento. Zara Nelsova suonò nel 1950 il primo concerto in memoria della Suggia con la London Symphony Orchestra alla Royal Academy of Music. Ma, tra tutte, la brillante e sfortunata Jacqueline du Pre’ (Oxford 1945 – 1987) che vinse il Premio Suggia all’età di 10 anni.

Guihermina, per il tempo, era una donna molto istruita, di notevole esperienza, con una sviluppata logica intellettuale. Il suo temperamento era dovuto al suo legame con la musica: la sua vita ebbe sempre al centro la musica ed il violoncello. Pur consapevole del suo naturale talento per lo strumento, per tutta la vita continuò a studiare in modo con costanza e tenacia, alla ricerca della perfezione tecnica e stilistica. Suggia considerava il violoncello uno strumento straordinario per la sua capacità di sostenere il basso per un tempo prolungato e per la sua straordinaria possibilità di cantare qualsiasi melodia.

Fu proprio lei ad affermare “La tecnica è necessaria come mezzo di espressione e più perfetta è la tecnica, più libero sarà il pensiero di interpretare le idee che hanno animato il compositore“. Lo studio dello strumento per Guilhermina significa attenzione assoluta al dettaglio. Ed ovviamente continuità nell’esercizio. A conferma di ciò, la dichiarazione della vicina di casa, del piano di sopra, che lamentava che la Suggia “Insegnava ai suoi allievi e poi suonava continuamente, avendolo fatto fin dal suo arrivo, senza mai smettere”. Suggia si stabilì a Londra dal 1914 e ritornò definitivamente in Portogallo negli anni 30.

Sia il padre Suggia, primo insegnante, sia la scuola al Bernardo Moreira de Sa Quartet contribuirono in modo decisivo all’impostazione della tecnica ed alla formazione di base che si perfezionarono nettamente al Conservatorio di Lipsia, dove Guilhermina fu ammessa, e che poté frequentare grazie ad una borsa di studio concessa dalla Regina D. Amelia. Julius Klengel, suo insegnante, le diede l’impostazione tipica della scuola tedesca di violoncello, compiacendosi della sua allieva che possedeva “Un’alta intelligenza musicale e una conoscenza completa della tecnica, ed ha il diritto di essere considerata, nel mondo artistico, come una celebrità: Piena di talento, ben informata di tutti i segreti del violoncello, inizia a salire e andrà così in alto che nessuno potrà raggiungerla“.

Le parole profetiche di Klengel si realizzarono e proprio nelle più prestigiose sale da concerto europee. Suggia menzionò sempre gli insegnamenti straordinari del Proff. Klengel, evidenziando però anche l’influenza successiva sulla sua formazione di Pablo Casals (1876 – 1973).

Nel 1898 il padre di Guilhermina presentò la figlia, allora tredicenne, al violoncellista Pablo Casals che al tempo era stato ingaggiato dal Casino de Espinho per suonare in alcune serate. Casals, dopo aver sentito suonare Suggia la invitò, per delle lezioni, proprio ad Espinho: la violoncellista trascorse l’estate tra Porto e la città viaggiando su treni lenti in compagnia del suo amato violoncello. Si incontrarono di nuovo a Lipsia, per alcune visite al Proff. Klengel. Dal 1906 Suggia, a Parigi condivise la casa con Casals, senza però mai sposarlo.

La casa, Villa Molitor, aveva tre piccoli piani: la cucina al piano terra, la sala da pranzo e il soggiorno al primo piano, due camere da letto e il bagno al piano superiore. Qui la coppia ritornava dopo i concerti ed i tour, specialmente nella tarda primavera o nell’inizio estate, per incontrare gli amici e dare vita a serate dedicate alla musica per il puro piacere di suonare “solo noi e la musica”.  Tra gli amici che frequentavano Villa Molitor i pittori Degas e Eugène Carrière, il filosofo Henri Bergson, lo scrittore Romain Rolland, i musicisti Ysaÿe, Thibaud, Cortot, Bauer e compositori come d’Indy, Enescu, Ravel, Schönberg, Saint-Saëns.

Ma nell’anno 1913, il rapporto affettivo tra Casals e la Suggia si deteriorò: lei stessa definirà quel frammento di vita come “il più crudele episodio sfortunato della mia vita”. Da allora in poi Guilhermina si riferì a Casals solo come violoncellista e mai più come innamorato.

Nel 1914, la Suggia si trasferì a Londra, dove, nel 1919, si fidanzò con Edward Hudson, che le regalò un violoncello Stradivari del 1717 che ora porta il suo nome.

Guilhermina, nel 1923, posò per il ritratto realizzato dal pittore Augusto Giovanni. Durante le sessioni nello studio del pittore suonava Bach e il quadro si dice abbia preservato per i posteri l’eredità visiva del carattere e dell’atteggiamento interpretativo della Suggia. Fotografie della Suggia di Alvin Langdon Coburn si trovano nell’archivio fotografico della George Eastman House ed un ritratto fotografico del fotografo Bertram Park è nella National Portrait Gallery di Londra. Primadonna del palco, dominava lo spartito e la sua musica: imponente, magnetizzava il pubblico con la tecnica e la comprensione assoluta del brano interpretato. Nelle cronache dei critici si legge spesso di applausi “tuonanti”, ma qualche volta anche di “acclamazione”.

Suggia, nella sua città, Porto, dava luogo a giudizi contrastanti, ma si riconoscevano in lei un carattere impenetrabile come l’acciaio e poi, allo stesso tempo, una generosità senza precedenti. Dalla risata più spensierata e squillante, passava alla nostalgia, taciturna ed austera. La sua personalità esprimeva atteggiamenti da inglese eccentrica: usava parole straniere nella conversazione ed un humour tipicamente britannico. Non solo: per differenziarsi dalle signore di Porto, giocava a tennis, praticava il canottaggio ed il nuoto e soprattutto guidava lei stessa la sua Renault nera.

Nel 1927, Suggia sposò Josè Mena, uno specialista di raggi X. Durante la guerra mondiale, Suggia rimase in Portogallo dove collaborò alla raccolta di fondi umanitari, suonando nei concerti a Porto. Proprio alla fine degli anni ’40 la collaborazione con Maria Adelaide de Freites Goncalves, direttore del Conservatorio di Musica di Porto, condusse alla realizzazione di un altro importante progetto: la costituzione della Orchestra Sinfonica del Conservatorio che era composta da studenti già diplomati, ma che il direttore chiamava affettuosamente “l’asilo nido”.

La Suggia morì la notte del 30 luglio 1950, nella sua casa di Rua de Alegria, a Porto. Dal 1949 la sua malattia si manifestò chiaramente. Malgrado ciò, con coraggio e spirito di iniziativa, creò il Trio di Porto insieme al violinista Henri Mouton ed al violista Francois Broos. Rafforzò, inoltre, legami musicali con compositori ed interpreti portoghesi suonando a Porto, Lisbona, Aveiro, Braga e Viseu, invitata dai circoli musicali di queste città. Il 31 maggio 1950 si esibì per l’ultima volta in pubblico, al Teatro Aveirense; con lei al pianoforte Maria Adelaide de Freitas Gocalves. Dopo il concerto tornò a Porto sulla sua auto guidata dall’autista, ma piena di fiori. Rinunciò così al programmato viaggio in America, per sempre.

Nel suo testamento, espresse la volontà di istituire un premio da assegnare al migliore studente del corso di laurea in violoncello del Conservatorio di Porto, assegnato la prima volta nel 1953. Allo stesso modo istituì un premio da attribuire alla Royal Academy of Music di Londra, per contribuire agli studi post laurea di violoncellisti con un profilo da interprete solista.

La sua città Natale la ricorda con il Premio Internacional Suggia / Casa da Música, giunto nel 2019 alla sua 6° edizione, che raccoglie le giovani promesse del violoncello di tutta Europa. Al vincitore l’ambita ricompensa di un concerto con l’Orquestra Sinfónica do Porto Casa da Música.

Guilhermina possedeva diversi violoncelli: tra questi il famoso Stradivari (Cremona 1717) ed il Montagnana (Cremona, 1740).

Alcune preziose registrazioni d’epoca testimoniano il suo modo di suonare. Il suo violoncello Stradivari è affidato oggi alla mani di Maja Weber.

 

PER APPROFONDIRE

Alessandra Barabaschi, Historic women performers: Guilhermina Suggia
Anita Mercier, Guilhermina Suggia
Forgotten Cellists: Guilhermina Suggia 

BIBLIOGRAFIA
Anita Mercier, Guilhermina Suggia: Cellist

DISCOGRAFIA
A Centenary Tribute To Madame Suggia, Cello Concerto In D / Kol Nidrei 
Kol Nedrei, Op. 47
Guilhermina Suggia Plays Haydn, Bruch & Lalo

VIDEO SU YOUTUBE
Documentario biografico su Guilhermina Suggia

FRANZ JOSEPH HAYDN, Cello Concerto in D
MAX BRUCH: Kol Nidrei
DAVID POPPER: Spanischer Tänze