• it
  • en
ACCADDE OGGI - Il 3 giugno 1875, muore a Bourgival il pianista e compositore Georges Bizet

Michèle Ferron


Quando intervisto qualche violoncellista, in genere mi dice che ha iniziato a suonare quando era molto piccolo, che papà e mamma erano musicisti e in casa si viveva a pane e musica, ma non sempre capita così, e non tutti i bambini che vengono affascinati da un violoncello hanno la possibilità di iniziare subito a suonare. Il sogno però resta, custodito in un angolo nascosto del cuore, e capita che, prima o poi, si trasformi in realtà. Così è successo a Michèle Ferron, una simpatica violoncellista canadese che non ha mai smesso di sognare…
Quando e dove hai visto e sentito un violoncello per la prima volta nella tua vita?
Ero veramente piccola, forse 8 anni, quando la mamma della mia migliore amica mi ha portato per la prima volta a un concerto. È stato qualcosa di meraviglioso. Io non vengo da una famiglia dove si ascoltava della musica e in casa non avevamo dischi o strumenti musicali. Questa donna mi ha aperto una finestra su un mondo straordinario che non avrei potuto immaginare senza di lei. Ci aveva preso un abbonamento per i concerti del sabato mattina dell’orchestra sinfonica. Erano eventi organizzati specialmente per i bambini. Lei ha dato il colore della gioia alla mia vita. Mi ha fatto scoprire l’Arte, la Bellezza e la Natura. È stata la persona più importante nella mia vita.

Quando hai deciso di imparare a suonare il violoncello? E perché proprio il violoncello? C’è in particolare un violoncellista o un pezzo per violoncello che hanno fatto nascere in te questo desiderio?
Ho iniziato a suonare nel 2005, un anno più tranquillo dei precedenti nella mia vita professionale e personale. Ho deciso di iscrivermi ad un corso di violoncello. Lo stavo sognando da anni, ma non era stato possibile prima. Purtroppo, ho appena avuto il tempo di cominciare a seguire le lezioni che mi sono ammalata, e ho dovuto smettere, soprattutto per problemi economici. E negli anni successivi sono stata troppo occupata per pensarci. Poi, nel 2017, a Venezia durante un concerto della cantante Flo, mi sono “innamorata” del suo violoncellista, Marco di Palo. Stavo per tornare a casa, sarei partita l’indomani. Appena scesa dall’aereo ho cercato un professore di violoncello e, nella stessa settimana, ho cominciato le lezioni con Alejandro Calzadilla.

Quando hai iniziato a studiare, quali sono state le principali difficoltà che hai dovuto superare? Hai fatto più fatica ad imparare ad usare la mano destra o la mano sinistra?
Ero così ingenua! Sono cresciuta con l’idea che il risultato dipenda solo dello sforzo che si è disposti a fare per raggiungerlo. Ed ero pronta a lavorare sodo. Purtroppo, non funziona esattamente così per le arti … Direi che sono velocemente caduta della mia nuvola rosa. Tutto è stato (ed è ancora!) difficile. Quando mi concentro sulla mano sinistra, l’arco se ne va dappertutto e, quando mi concentro sull’arco, l’intonazione farebbe morire tutti quelli che hanno un orecchio appena sensibile. Per me è difficile mettere tutto insieme. E non parlo dell’interpretazione … Un’altra difficoltà viene della mia età. Ho cominciato a suonare a 64 anni. Avevo già un po’ di dolori qua e là e fare muovere tutti queste vecchie articolazioni non è facile ed è spesso doloroso. Ma il mio professore è un angelo di pazienza e sa adattare le lezioni alla mia situazione.

Sei riuscita subito a trovare l’insegnante che andasse bene per te, o hai dovuto cambiare diversi insegnanti?
Non ho mai cambiato insegnante e non lo voglio fare. Mi conosce bene e, sapendo che non sarò mai capace di suonare molte composizioni complesse, come studi, sonate, etc … mi aiuta con grande attenzione a migliorare piano piano il mio suono. Ci concentriamo su questo.

[continua⇒]